L’incredibile storia di Shi, la spia che si finse donna per anni

L’incredibile storia di Shi si svolge a cavallo fra Cina e Francia, negli anni della Guerra Fredda. Cantante d’opera, Shi conobbe nel 1964 a Pechino un giovane impiegato appena assunto presso l’ambasciata francese, che aveva appena riaperto nella Cina di Mao. Il giovane europeo si chiamava Bernard Boursicot.

A lui Shi raccontò di essere una donna costretta a vestire da uomo da un padre che avrebbe voluto un erede maschio: il rapporto fra i due divvenne subito una storia d’amore in cui giocò una parte decisiva la scarsa consapevolezza erotica dell’uomo, il quale aveva avuto soltanto confuse esperienze con compagni di collegio e mai con ragazze, e in anni di frequentazione non si accorse mai di non avere accanto una donna. I rapporti d’amore erano consumati nell’oscurità, in modo sbrigativo, con i giochi condotti da Shi.

Le autorità comuniste vennero a conoscenza della relazione e ricattarono Boursicot, trasformando l’affaire erotico in una questione di spionaggio. Il francese cominciò a passare agli uomini del regime documenti riservati, pratica che continuò anche quando venne trasferito in Mongolia, al consolato di Ulaanbaatar. Boursicot rientrò in Francia, salvo essere visitato da Shi che gli presentò come loro figlio un bimbo di 4 anni. Nel 1982 Shi e il presunto figlio si trasferirono in Francia, andarono a vivere con Boursicot ma i due adulti vennero presto arrestati. Fu lì davanti ai medici del carcere che Shi fu costretto ad ammettere la sua vera identità sessuale, agnizione alla quale Boursicot reagì tentando il suicidio. Condannati per spionaggio entrambi e poi amnistiati, il cinese e il francese si allontanarono, fatti salvi sporadici contatti.

 

Boursicot ora vive in una casa di riposo, mentre Shi Pei Pu morì nel 2009.

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